lunedì 12 gennaio 2026

Gian Carlo Barbieri - Blu profondo



Claudio Ferrari quella mattina era contento, stringeva la sporta di plastica come fosse un piccolo tesoro, ignaro del fatto che quell’oggetto stava, indirettamente, per cambiare la sua vita. Conteneva una vecchia stampa, appena acquistata in un mercatino di cose usate, uno dei tanti che da qualche tempo erano attivi a Modena. In questa bella città Claudio era nato e viveva tuttora, cioè da più di trent’anni. Recentemente, complice la crisi, in quei mercatini si poteva trovare di tutto, dai mobili ai soprammobili, passando per gli elettrodomestici, i tappeti, i vestiti.

A Claudio è sempre piaciuto girare per robivecchi o antiquari, per amore delle belle cose di un tempo o per trascorrere qualche ora a curiosare; a casa non c’era nulla di valore, niente mobili antichi o opere d’arte, ma pochi oggetti presi qua e là, giusto per il gusto di avere un cimelio del passato. Del resto nell’appartamento di cinquanta metri quadrati non poteva certo pensare di farci entrare di più. Nel corso degli anni aveva però avuto modo di conoscere tanti mercanti, più o meno professionali o preparati, e nel caso gli fosse servita una consulenza, sapeva bene dove andare a parare. Il tempo da dedicare a queste escursioni tra robivecchi poi non mancava, poiché la ditta per la quale lavorava da ormai venti anni attraversava un periodo di crisi, come molte altre del settore metalmeccanico, e aveva dovuto ricorrere alla cassa integrazione; solitamente Claudio era occupato solo fino al mercoledì, godendo di un fine settimana particolarmente lungo. Il camioncino che abitualmente guidava per effettuare i ritiri e le consegne rimaneva per giorni a impolverarsi nel cortile, ma almeno l’azienda pareva in grado di sopportare la momentanea crisi; il morale dei dipendenti era tutto sommato abbastanza alto.

 

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