Ho avuto il piacere di partecipare a un evento editoriale presso la Libreria Erasmus di Pisa in Piazza Cavallotti, 9, ospite di un’autrice dalla voce forte e necessaria: Katia Lari Faccenda.
La sua ultima opera, Le tre domande dell’angelo, è molto più di un romanzo: è un ponte emotivo teso tra la storia e la cronaca, un grido di dolore e una ricerca di senso nel caos contemporaneo.
L’autrice, originaria di Vinci (Toscana), ci presenta una protagonista indimenticabile: una ragazzina di nome Giovanna. La sua figura è chiaramente associata, per purezza e destino, alla celebre eroina messa al rogo, Giovanna d’Arco.
Con una penna cruda ma carica di sensibilità, Katia Lari Faccenda trasporta lo sguardo della piccola Giovanna nella devastazione e nella tragedia che dilaniano Gaza. Il romanzo non risparmia dettagli toccanti e realistici, costringendo il lettore a confrontarsi con l’orrore attraverso gli occhi di un’innocenza violata: si va dalla visione straziante di un cagnolino con due zampe amputate alla tragedia di corpi inermi abbandonati nelle strade.
Il cuore pulsante del romanzo risiede nel dialogo di Giovanna con suo padre e nelle sue domande essenziali sulla tragedia. Di fronte a un dolore così immenso, la risposta del padre è disarmante nella sua dualità: “Dio si mostra ai puri e agli assassini.”
Questa massima racchiude la morale viscerale del libro: la guerra non è solo un conflitto militare, ma un terreno dove l’estrema innocenza e l’estrema malvagità coesistono; solo in questi abissi è possibile intravedere una qualche forma di trascendenza o verità. Il romanzo costringe a riflettere su dove risieda la vera santità e dove si annidi la vera colpa in contesti di violenza inaudita.
Un plauso va alla Libreria Erasmus di Pisa. Da sempre, questo spazio si distingue per offrire una vetrina coraggiosa e attenta a autori, romanzi e temi che spaziano dalla letteratura noir alle questioni di giustizia sociale. Eventi come questo, che mettono in discussione le tragedie del nostro tempo, sono vitali e dimostrano l’importanza delle librerie indipendenti come veri e propri presidi di cultura critica e dialogo civile.
Le tre domande dell’angelo è una lettura potente, necessaria e difficile, che non lascia indifferenti. Un applauso all’autrice per il coraggio di scrivere una storia che ci chiede di non distogliere lo sguardo.
La sua ultima opera, Le tre domande dell’angelo, è molto più di un romanzo: è un ponte emotivo teso tra la storia e la cronaca, un grido di dolore e una ricerca di senso nel caos contemporaneo.
L’autrice, originaria di Vinci (Toscana), ci presenta una protagonista indimenticabile: una ragazzina di nome Giovanna. La sua figura è chiaramente associata, per purezza e destino, alla celebre eroina messa al rogo, Giovanna d’Arco.
Con una penna cruda ma carica di sensibilità, Katia Lari Faccenda trasporta lo sguardo della piccola Giovanna nella devastazione e nella tragedia che dilaniano Gaza. Il romanzo non risparmia dettagli toccanti e realistici, costringendo il lettore a confrontarsi con l’orrore attraverso gli occhi di un’innocenza violata: si va dalla visione straziante di un cagnolino con due zampe amputate alla tragedia di corpi inermi abbandonati nelle strade.
Il cuore pulsante del romanzo risiede nel dialogo di Giovanna con suo padre e nelle sue domande essenziali sulla tragedia. Di fronte a un dolore così immenso, la risposta del padre è disarmante nella sua dualità: “Dio si mostra ai puri e agli assassini.”
Questa massima racchiude la morale viscerale del libro: la guerra non è solo un conflitto militare, ma un terreno dove l’estrema innocenza e l’estrema malvagità coesistono; solo in questi abissi è possibile intravedere una qualche forma di trascendenza o verità. Il romanzo costringe a riflettere su dove risieda la vera santità e dove si annidi la vera colpa in contesti di violenza inaudita.
Un plauso va alla Libreria Erasmus di Pisa. Da sempre, questo spazio si distingue per offrire una vetrina coraggiosa e attenta a autori, romanzi e temi che spaziano dalla letteratura noir alle questioni di giustizia sociale. Eventi come questo, che mettono in discussione le tragedie del nostro tempo, sono vitali e dimostrano l’importanza delle librerie indipendenti come veri e propri presidi di cultura critica e dialogo civile.
Le tre domande dell’angelo è una lettura potente, necessaria e difficile, che non lascia indifferenti. Un applauso all’autrice per il coraggio di scrivere una storia che ci chiede di non distogliere lo sguardo.
Nessun commento:
Posta un commento